Questa chiesa esisteva fin dal 1256 e dipendeva dall’ordine degli Umiliati. Passata ai Benedettini di S. Giustina di Padova, tra il 1447 e il 1475, con il contributo del banchiere fiorentino Pigello Portinari, si trasformò: venne eretta la “cappella maggiore” e vennero aggiunte altre cappelle. Le trasformazioni più vistose avvennero nel 1571, quando l’abate Orio allungò l’abside alla forma attuale, e nel 1640 quando l’abate Redaelli cambiò ancora l’aspetto della chiesa ampliando il presbiterio e alterando con forme barocche la vecchia forma del campanile. Nel 1912 toccò alla facciata, restaurata da Brioschi, ancora oggi con il portale barocco centrale, il finestrone ogivale e l’ingresso laterale barocco. Gravemente danneggiata nel 1943 dai bombardamenti, soprattutto nella navata destra con l’annesso convento, è stata poi ulteriormente restaurata. La chiesa è opera, forse, di Guiniforte Solari, e ha notevoli somiglianze con Santa Maria delle Grazie. L’interno è a croce latina, con tre navate divise in cinque arcate per lato che poggiano su colonne di granito con capitelli, con motivi vegetali. Le cappelle laterali sono a struttura poligonale con volte ad ombrello, contenenti esempi della pittura lombarda, bellissimi affreschi di A. Campi, un affresco del Bergognone che raffigura la cerimonia funebre per San Martino e una Adorazione dei Magi di G. B. Secchi. Notevole, inoltre, la cappella Grifi (fine del ’400), interamente ricoperta di affreschi dedicati alla vita di Sant’Ambrogio, opera di Bernardino Butinone e Bernardino Zenale. Del monastero presso la chiesa, fino ad una trentina di anni fa, rimanevano intatti i due chiostri cinquecenteschi, poi demoliti per far posto a nuove costruzioni. Esso fu sede, dal 1772 all’ultima guerra, dei Martinitt, istituzione sorta nel XVI secolo ad opera di Gerolamo Emiliani, fondatore dei padri Somaschi.

A church has stood on this spot since 1256, and originally belonged to the order of the Umiliati. After the suppression of the order it passed to the Benedictines of St Justina of Padua, and was transformed, between 1447 and 1475, with the financial contribution of the Florentine banker Pigello Portinari: the “main chapel” was erected and more side chapels were added. More grandiose transformations took place beginning in 1571, when the abbot Orio extended the apse to its present form, and in 1642 when the abbot Redaelli changed the appearance of the church again, enlarging the presbytery and giving a new Baroque form to the old belltower. In 1912 the façade was restored by Brioschi, though even today it maintains its Baroque central door, its ogival window, and the Baroque side entrance. Gravely damaged in the bombardments of summer 1943, above all in the right-hand aisle and the attached convent, it was subsequently restored. The church is perhaps the work of the architect Guiniforte Solari, and has notable similarities to Santa Maria delle Grazie. The interior is a Latin cross, with a nave and two side aisles divided by five arches per side which rest on granite columns whose capitals are decorated with plant forms. The side chapels have a polygonal structure with umbrella vaults, containing examples of Lombard painting, beautiful frescoes by Antonio Campi, a fresco by Bergognone that depicts the funeral of St Martin, and an Adoration of the Magi by Giovanni Battista Secchi. The Grifi chapel (from the end of the fifteenth century) is notable as it is entirely covered in frescoes dedicated to the life of St Ambrose, a work of the painters Bernardino Butinone and Bernardino Zenale. Two sixteenth-century cloisters remained from the old monastery attached to the church until the 1970s, when they were senselessly demolished in favour of the anonymous new constructions that flank the church. The monastery had been, from 1772 until the last war, the seat of the Martinitt, an institution from the sixteenth century created by Gerolamo Emiliani, the founder of the Somaschi fathers.



Martedì 13 giugno ore 20.30
Basilica di Santa Maria della Passione

Lunedì 19 giugno ore 20.30
Sala Capitolare del Bergognone

Lunedì 26 giugno ore 20.30
Sala Capitolare del Bergognone

Martedì 27 giugno ore 20.30
Basilica di Santa Maria della Passione

Giovedì 6 luglio ore 20.30
Basilica di San Simpliciano

Lunedì 10 luglio ore 20.30
Chiesa di San Sepolcro

Mercoledì 12 luglio ore 20.30
Basilica di Santa Maria della Passione

Giovedì 13 luglio ore 20.30
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa

Lunedì 17 luglio ore 20.30
Chiesa di San Sepolcro

Giovedì 20 luglio ore 20.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Domenica 23 luglio ore 18.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Domenica 23 luglio ore 20.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Martedì 25 luglio
Sala Capitolare del Bergognone

Mercoledì 26 luglio
Sala Capitolare del Bergognone

Mercoledì 26 luglio ore 20.30
Sala Capitolare del Bergognone

Domenica 30 luglio ore 18.30
Basilica di Santa Maria della Passione

Lunedì 31 luglio ore 18.30 e ore 21.00
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Giovedì 3 agosto ore 20.30
Chiesa di San Pietro in Gessate

Sabato 5 e domenica 6 agosto ore 11.30 e ore 15.30
Pinacoteca Ambrosiana

Lunedì 7 agosto ore 18.30 e ore 20.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Giovedì 10 agosto ore 18.30 e ore 20.30
Sala Capitolare del Bergognone

Martedì 15 agosto ore 18.30
Teatro Dal Verme

Giovedì 17 agosto ore 10.30, ore 11.30, ore 14.30 e ore 15.30
Coro di San Maurizio al Monastero Maggiore

Sabato 19 agosto ore 20.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache

Domenica 20 agosto ore 16.30, ore 18.30 e ore 20.30
Sala Capitolare del Bergognone

Giovedì 24 agosto ore 20.30
Basilica di Santa Maria della Passione